CHIANTI CLASSICO

luglio 27, 2018
Cultura, Guide, Stile di vita, Storia

L’area del Chianti è una delle zone della regione più conosciute ed apprezzate dai visitatori di tutto il mondo. Si dice che tra le 10 parole più conosciute al mondo ci sia proprio il Chianti (al pari di: pasta, pizza, allegro, espresso, lasagne).
Da un punto di vista geografico i confini del Chianti non sono definiti in modo netto, tuttavia il territorio si può cons iderare compreso tra le province di Firenze e Siena. In alcuni casi si usa suddividere il Chianti in “fiorentino” e “senese”, ma questo avviene sopratutto in riferimento alla produzione vitivinicola. Il Chianti offre a chi lo visita un susseguirsi di paesaggi unici, contraddistinti da dolci e verdi colline, ampie distese di vigneti ed oliveti, piccoli borghi, caratteristiche pievi e case coloniche in pietra. I paesaggi del Chianti sono talmente belli e particolari da venir spesso fotografati e riprodotti in cartoline e calendari distribuiti in tutto il mondo.

Le “capitali” del Chianti sono le città di Firenze e Siena e le sue terre si estendono proprio a cavallo tra le due province: si tratta di 70.000 ettari che comprendono per intero i comuni di Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti, Greve in Chianti, Radda in Chianti e in parte quelli di Barberino Val d’Elsa, Castelnuovo Berardenga, Poggibonsi, San Casciano in Val di Pesa e Tavarnelle Val di Pesa.

Le caratteristiche del clima, del terreno e le diverse altitudini rendono il territorio del Chianti una regione vocata alla produzione di vini di qualità.

Elemento caratteristico del paesaggio agrario chiantigiano sono, infatti, i filari di viti che si alternano agli oliveti. Gli oltre 7.200 ettari di vigneti iscritti all’Albo della D.O.C.G. per la produzione di Chianti Classico fanno di questa denominazione una delle più importanti d’Italia.

Alcuni cenni storici

Era il 1716 quando il Granduca di Toscana Cosimo III fissò in un bando i confini della zona di produzione del Chianti, area compresa tra le città di Firenze e Siena in cui nasceva l’omonimo vino, che già allora riscuoteva grande successo. Allora nel territorio chiamato “Chianti” si produceva il vino “Chianti”.

All’inizio del XX secolo, quando la notorietà del vino Chianti aumentava di anno in anno e il territorio di produzione non riusciva più a soddisfare la crescente richiesta nazionale e internazionale, si iniziò a produrre vino al di fuori della zona del Chianti delimitata nel 1716, chiamandolo ugualmente “Chianti” o “vino prodotto all’uso del Chianti”.

Fu così che nel 1924, i suoi produttori fondarono il “Consorzio per la difesa del vino tipico del Chianti e della sua marca d’origine” per tutelarne la produzione. Il simbolo scelto fin da subito fu il Gallo Nero, storico emblema dell’antica Lega Militare del Chianti, riprodotto fra l’altro dal pittore Giorgio Vasari nella sua “Allegoria del Chianti” sul soffitto del Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze.

Nel 1932, attraverso uno specifico decreto ministeriale, fu aggiunto il suffisso “Classico” per distinguere il Chianti prodotto nella zona di origine. Da allora il vino Chianti è quello prodotto al di fuori dell’area geografica chiamata “Chianti” (in diverse zone che si aggiungono spesso al nome: Chianti Rufina, Chianti Colli Senesi, Chianti Colli Aretini, Chianti Colli Pisani), mentre il Chianti Classico è il vino prodotto nella zona di origine chiamata “Chianti”.